Progetto pastorizia: aiutare i bambini con fragilità grazie alle pecore

Progetto pastorizia: aiutare i bambini con fragilità grazie alle pecore

La Coop Lasse, in collaborazione con l’unità di Neuropsichiatria Infanzia, 

promuove un’iniziativa nel verde della Val di Taro che stimola il contatto con la natura


E’ stato un progetto sperimentale più unico che raro quello che ha avuto luogo durante il mese di agosto nella Val di Taro. Si è trattato di un’iniziativa con l’obiettivo di avvicinare al mondo agreste i bimbi dai cinque ai dodici anni che soffrono di disturbi come l’autismo. Le fragilità di questi bambini, infatti, riguardano soprattutto la capacità di relazionarsi con gli altri: immergersi nella quotidianità di un pastore che deve badare ai propri animali, li ha aiutati a comprendere l’attenzione necessaria che serve per prendersi cura degli altri. Una volta terminata l’esperienza, per esempio, ad un bambino è stato chiesto di descrivere un momento di felicità vissuto in quelle ore. Con la purezza dell’infanzia e, allo stesso tempo, con la serietà dell’età adulta, lui ha risposto: “quando abbiamo spostato le pecore all’ombra”.

L’evento è stato finanziato dalla coopertiva sociale Lasse di Fornovo e realizzato con l’aiuto dell’unità operativa di Neuropsichiatria Infanzia e adolescenza dell’Ausl di Parma – distretto Valli Taro e Ceno. Tutto è partito da un’idea di Roberta Graiani, psicologa e psicoterapeuta in età evolutiva, che ha riflettuto su come aiutare questi bambini ad esprimersi, notando come la comunicazione tra uomo e animale non passi necessariamente dal verbale. L’avventura della dottoressa ha inizio mentre sta facendo una passeggiata col suo cane, un australian shephered, a Corniglio. Fermata da alcuni abitanti del paese, questi l’hanno informata dell’arrivo, in una località vicina, di una donna pastora con il suo gregge. Le due hanno trascorso alcuni giorni insieme al pascolo e qui la Graiani, sperimentando ella stessa il benessere della vita pastorale, ha trovato l’ispirazione per questa iniziativa.

“Nel nostro percorso laboratoriale abbiamo lavorato su alcune aree, direi sostanziali, in particolare per i bambini con disturbo dello spettro autistico, come la comunicazione e la relazione, la capacità immaginativa/simbolica.. Il tutto attraverso proposte insolite ed inusuali, come può essere appunto l’esperienza di entrare in un gregge con un animale così poco conosciuto come la pecora, utilizzando per le libere creazioni materiali naturali come le lane da loro stesse derivate” ha spiegato la psicoterapeuta.

I  bambini hanno potuto toccare il mantello delle pecore, cardare la lana e lavorarla fino a trasformarla in feltro. In seguito, è stato chiesto loro di rappresentarsi attraverso il legno e la lana, grazie all’aiuto di Sara Bacchioni, artigiana e designer. Il compito dell’espressione di sé è stato necessario per il superamento delle proprie barriere interiori. Solitamente i bambini che presentano queste fragilità tendono a distrarsi più facilmente; in queste giornate, invece, tutti erano attenti e affascinati da questa esperienza concreta.

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