I problemi di sonno più comuni dei nostri bambini

I problemi di sonno più comuni dei nostri bambini

Quali sono i disturbi più comuni nel sonno dei bambini? Ce lo spiega la psicologa Biancamaria Acito


Il vostro bambino durante la notte si sveglia spesso in lacrime e ha bisogno di essere allattato o di prendere il biberon per potersi riaddormentare? Oppure si sveglia solo due volte ma non riesce a riprendere sonno facilmente e dovete trascorrere molto tempo a girare per casa cullandolo fra le braccia? O ancora… la sera gli sono necessari tempi infiniti per lasciarsi andare finalmente al sonno?

Non siete certamente i soli, anzi: i dati del primo studio nazionale sul sonno dei bambini italiani fra uno e quattordici anni condotto da SIPPS(Società italiana di pediatria preventiva e sociale) e SICUPP(Società italiana cure primarie pediatriche) nel 2016 riportano che circa il 35-40% soffre di problemi di sonno durante la crescita. I disturbi rilevati sono: risvegli notturni frequenti, difficoltà nell’addormentamento e sonnambulismo (nei primi anni di vita); carenza di sonno (in età scolare e in adolescenza). Infatti, quando si parla di problemi di sonno si fa riferimento soprattutto ai tempi lunghi per addormentarsi (fino ad un’ora e oltre) e ai risvegli frequenti: più di due per notte con difficoltà a riaddormentarsi o molti di più con tempi brevi per riprendere sonno. I problemi di sonno sono i più evidenti e “disturbanti” fra quelli che possono emergere nella gestione dei primi anni di vita dei figli e sono in parte legati al contesto storico-culturale in cui viviamo, caratterizzato da un diffuso isolamento delle neo-famiglie. Spesso i neo-genitori si trovano ad affrontare da soli o comunque senza un adeguato supporto i primi tempi dopo la nascita e la complessa gestione del rientro al lavoro.
In questa situazione, la deprivazione di sonno notturno può mettere a dura prova la salute psicofisica dei neogenitori e condizionarne il rapporto di coppia.
Detto questo: perché ciò accade in alcune famiglie e non in altre? In altre parole: quali sono le cause dei problemi di sonno nei bambini?
È doverosa una premessa: è molto raro che la causa delle difficoltà di sonno sia una sola. Più spesso, si crea un’interazione di più variabili ed è importante prenderle in considerazione tutte per poter eventualmente intervenire.
Nel mio lavoro come psicologa perinatale, quando mi arriva in consulenza una famiglia che riporta un problema di sonno, mi prendo un tempo iniziale per approfondire in modo esauriente la situazione e solo in un secondo momento posso dare alcune indicazioni operative, che in ogni caso vanno personalizzate in base alle specifiche caratteristiche di genitori e figli e che richiedono tempo e pazienza per poter dare dei risultati. Ho ritenuto necessario fare questa premessa perché vorrei invitare i neogenitori a diffidare di chi promette soluzioni semplici, rapide e simili per tutte le situazioni: non esistono ricette magiche per far dormire i bambini e neppure metodi che siano efficaci per tutti. Ogni bambino è unico così come lo è la sua famiglia e non è possibile né utile fare confronti: perciò diffidate dei manuali e dei siti che danno “consigli” uguali per tutti.
Nel mio lavoro ho incontrato negli anni tante mamme e anche molti papà (è fondamentale che siano coinvolti fin da subito!) e ho avuto conferma del fatto che ciascun genitore può essere in grado di riconoscere cosa è meglio per il proprio bambino anche in relazione al sonno, ma quello di cui potrebbe avere bisogno è un supporto specializzato e mirato per acquisire fiducia e far emergere le proprie competenze. Ovviamente non si parla ancora di problema di sonno nei primi mesi di vita, quando i risvegli frequenti sono legati ai bisogni primari di nutrimento e di contatto, ma può essere utile conoscere la fisiologia del sonno dei bambini e come favorirlo in un’ottica preventiva.

di Biancamaria Acito
Psicologa dello sviluppo e perinatale
Mediatrice familiare
Cell. 375 5008355

finalmentenanna@gmail.com
Associazione Quisipuò

www.quisipuo-parma.it

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