Bambini e sport. Perché il nuoto

Bambini e sport. Perché il nuoto

Tempo di sole e mare, divertimento ma anche di tanto sport, per la precisione il nuoto. Su Bimbi Parma oggi il dottore Giovanni Tortorella, specialista in Cardiologia e Medicina dello Sport e Medico Sociale Nuoto Club 91 ci spiega perché nuotare sia uno sport ottimo per la crescita dei bambini.

Partiamo da alcuni dati, estremamente preoccupanti, recentemente diffusi dal Ministero della Salute: solo un bambino delle elementari su dieci svolge attività fisica in modalità e quantità adeguate; uno su cinque fa sport ma non più di una volta alla settimana; quattro su dieci invece dedicano a TV o videogiochi tre ore o più al giorno.  Lo scenario non cambia in epoca adolescenziale (11-14 anni) ove oltre il 60% dei ragazzi trascorre seduto 10-11 ore al giorno. Di fronte a tali numeri ed al dilagare dei modelli di vita sedentari e dell’obesità (un bambino su tre è almeno in sovrappeso) quello che più conta è far muovere i bambini, non importa come e con quale sport e farli muovere il prima possibile. Il movimento deve diventare una piacevole abitudine. Il primo fattore da considerare nella scelta dell’attività fisica è la comodità: meglio una disciplina cui si possa accedere facilmente, quindi con costanza e regolarità, piuttosto che puntare ad esempio al calcio se il campo è a chilometri di distanza. E’ necessario inoltre ascoltare il bambino ed assecondare una sua eventuale passione: per aver voglia di continuare, l’attività deve piacere e divertire. I genitori amanti di uno sport possono proporlo ai figli ma quel che conta è sempre la volontà del bambino. L’ideale sarebbe comunque far provare nei primi 2-3 anni della scuola elementare diverse attività: serve a far scoprire al bambino ciò che più gli piace e a far emergere i suoi veri talenti talvolta inaspettati. Ultima considerazione: la scelta di qualsiasi attività va sempre condivisa con il pediatra in quanto ogni attività ha caratteristiche peculiari di cui tenere conto soprattutto quando la scelta riguarda i bambini più piccoli.

Perché il nuoto? Diversi sono i benefici del nuoto nei bambini. Il nuoto tra tutte le discipline è quella più indicata nell’età della crescita e dell’adolescenza perché la più completa per il corretto sviluppo fisico e psichico. A differenza di altri sport come il tennis o il ciclismo che porta a far lavorare di più alcune zone muscolari rispetto ad altre, il nuoto porta ad uno sviluppo equilibrato della muscolatura. Il carico di lavoro viene distribuito in modo omogeneo su tutto il corpo garantendo una crescita simmetrica ed armoniosa. E’ inoltre un valido aiuto per quei bambini che presentano problemi di postura; è indicato per combattere cifosi e scoliosi; aiuta i piccoli che tendono ad assumere posizioni inadeguate, portandoli a tenere la schiena dritta e ad avere un portamento più elegante. I benefici per l’apparato muscolo scheletrico sono evidenti al fine che spesso si consiglia di affiancare tale attività ad un altro sport meno completo.
Il nuoto garantisce inoltre uno sviluppo sano non solo di ossa e muscoli ma anche di cuore e polmoni migliorando la capacità del sistema cardiopolmonare. Contribuisce poi ad affinare la coordinazione degli arti e migliora la capacità di percezione del corpo rendendo il bambino più consapevole dei suoi movimenti e dei suoi limiti.
I vantaggi della pratica di questo sport non si fermano allo sviluppo del corpo. Anche la mente ne ricava grandi benefici. Un allenamento costante e regolare contribuisce a migliorare qualità quali concentrazione e tenacia, caratteristiche utili per ogni bambino anche fuori dalla piscina in particolare a scuola. Molti insegnanti sono concordi nell’affermare che l’apprendimento a scuola è facilitato da una pratica sportiva complementare. Anche l’autostima aumenta: potendo vedere sul proprio corpo e attraverso le prestazioni in acqua dei miglioramenti costanti il bambino percepisce che per ottenere ciò che vuole può contare sui propri mezzi. In questo modo guadagna fiducia in sé stesso, fattore importantissimo durante la crescita specialmente in età vicina alla preadolescenza. Crescere accompagnati dal nuoto per i bambini non significa svilupparsi solo dal punto di vista fisico ma anche rafforzarsi dal punto di vista caratteriale. 

Attenzione a…
Gli inconvenienti più frequenti sono generalmente legati alla possibilità di raffreddamento dei bambini o di entrare in contatto con virus responsabili di disturbi cutanei come funghi e verruche. Questo rischio in particolare non sempre riesce ad essere evitato dall’uso delle ciabattine e dall’obbligo di risciacquare i piedi nell’acqua disinfettata. Per proteggere il proprio bambino e gli altri da questi rischi è importante fargli osservare una attenta igiene personale ed evitare di recarsi al corso se non si è certi di essere definitivamente guariti da eventuali malesseri. E’ comunque noto come oggi tutti i centri sportivi dotati di piscina sono altamente qualificati e sottoposti periodicamente ad ispezioni sanitarie al fine di verificare il livello di igiene. Inoltre la presenza del cloro nell’acqua deve rispettare i livelli prestabiliti a garanzia della bonifica dagli agenti patogeni veicolati nella piscina dai frequentatori. Prima dell’iscrizione comunque la mamma può richiedere alla direzione se è possibile visionare non solo la piscina ma anche i bagni e gli spogliatoi per accertarsi del reale livello di pulizia e confort degli ambienti.

Vincere il timore iniziale
I bambini soprattutto all’inizio a volte hanno paura dell’acqua. La reazione di un bambino all’acqua spesso è la diretta conseguenza di come questa esperienza gli viene presentata. L’atteggiamento di un bambino nei confronti dell’acqua e in seguito del nuoto è determinato notevolmente dai suoi genitori e dall’istruttore. Mamma e papà non dovranno mai intimorire i propri figli con frasi tipo: “ se non impari a nuotare puoi affogare”, ma nemmeno mostrarsi troppo apprensivi quando lui è in acqua trasmettendogli ansie e paure. Meglio cercare di stimolare la curiosità del piccolo visitando insieme la piscina, guardando e ridendo degli altri bimbi che nuotano…. In questo modo avrà il tempo di maturare l’idea di provare il nuoto. Ogni bambino ha bisogno dei suoi tempi di ambientamento, necessari per imparare ad amare l’acqua. L’importante è che il nuoto e la frequentazione della piscina diventino per lui un’occasione di divertimento.

Dr. Giovanni Tortorella, Specialista in Cardiologia e Medicina dello Sport, Medico Sociale Nuoto Club 91

tortorella

Condividi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati .*