Do re mi fa sol: la musica è strumento di apprendimento e comunicazione

Do re mi fa sol: la musica è strumento di apprendimento e comunicazione

Musica a go go per tutti i bambini, dal pancione fino all’infanzia e a seguire finché non si diventa grandi. Assunto di base, la musica, quella con la “M” maiuscola, è un toccasana che ha influenza positiva sullo sviluppo affettivo e cognitivo dei più piccoli e non solo. Ascoltare e praticare la musica, sin dalla tenera età, aiuta infatti a sviluppare le capacità di ascolto, ma anche a esprimere idee ed emozioni, alimenta l’immaginazione e potenzia le capacità comunicative. Una varietà e complessità di proposte musicali da tenere bene a mente a cui si affianca poi l’uso del movimento. La prima vera risposta del bambino alle note avviene infatti proprio attraverso i movimenti del corpo: la musica potenzia l’armonia dei gesti, aumenta l’espressività del corpo, sviluppa il senso del ritmo. Ma come possiamo abituare i piccoli a questo universo? Secondo il Coordinamento Nazionale Nati per la Musica – progetto di promozione della musica per bambini in età prescolare promosso dall’Associazione Culturale Pediatri, dalla Società Italiana per l’Educazione Musicale, dal Centro per la Salute del Bambino onlus e dall’Associazione Italiana Biblioteche – i modi sono moltissimi, da quelli “fatti in casa” fino ai corsi tenuti da insegnanti. Intanto, mamma e papà possono quindi aumentare le competenze musicali dei loro bimbi, facendo ricorso a filastrocche, canzoncine, ascolto di appositi cd. Ma anche attraverso l’ascolto dal vivo con concerti adatti alla loro età. Rimedi utili per allenarsi tra le mura di casa a supporto di corsi e attività più specifiche da far fare ai piccoli da soli o insieme. Il vademecum dei benefici è puntuale.

Ascoltare la musica durante la gravidanza

Tutti gli esperti consigliano alle future mamme di ascoltare e cantare brani che evocano memorie affettive e sono legate a persone amate, luoghi, eventi, situazioni, giochi. Scegliere brani per il movimento e per il rilassamento, ascoltandoli ripetutamente nel corso della gravidanza. Sottolineare, giocando con la voce e i movimenti del corpo, i suoni dell’ambiente.

Ascoltare la musica dopo la nascita

  • Evitare ambienti saturi di suoni.
  • Riproporre i canti e le musiche ascoltate in gravidanza.
  • Ritmare il parlato o il canto, sottolineando con movimenti e gestualità.
  • Portare attenzione a suoni diversi, collegando gli stessi a situazioni, immagini, odori.
  • Giocare “a specchio” nelle produzioni vocali spontanee (parlate o cantate).
  • Associare alle routines canti, filastrocche o sonorizzazioni, cercando brani che sottolineino, per esempio con il movimento suggerito, le situazioni reali.
  • Accompagnare con sonorizzazioni, movimenti e gestualità i passi, i molleggi, le giravolte, le cadute, le scivolate.
  • Proporre canti e ascolti che suggeriscano andamenti diversi, per esempio dondolanti o l’incedere di marcia, richiamano gestualità fluide o spezzate.
  • Ripetere e variare melodia e ritmo dei canti.
  • Ascoltare suoni prodotti spontaneamente dai bambini con voce e oggetti diversi (cucchiai, piatti di plastica, sedie).
  • Sollecitare variazioni, per esempio, percuotendo su diverse superfici o in diverse zone per cercare suoni differenti.
  • Abituare precocemente i bambini all’ascolto di musica dal vivo (già da 2/3 anni).

Quale musica ascoltare insieme ai bambini?

Bisogna proporre repertori diversi, allargando il più possibile il panorama di brani e melodie: musica classica o contemporanea, il tutto secondo un repertorio internazionale tarato sui bambini. Una discografia che presenti strumenti differenti, la voce utilizzata in modalità e tecniche diverse per ottenere sonorità particolari. Resta importante, seguire, comunque e sempre, le preferenze dei bambini perché la musica deve essere per definizione un’esperienza piacevole.

Condividi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati .*