Silvia Roncaglia racconta “Facciamo che eravamo”

Silvia Roncaglia racconta “Facciamo che eravamo”

Silvia Roncaglia è tra le più affermate scrittrici per bambini e per ragazzi a livello nazionale. In una chiacchierata con l’autrice ci siamo fatti raccontare il suo ultimo racconto “Facciamo che eravamo”, illustrato da Desideria Giucciardini ed edito dalle Edizioni Gruppo Abele, e due appuntamenti che la vedranno protagonista a Parma nel mese di dicembre.

Di cosa parla l’albo illustrato “Facciamo che eravamo”? Come è nata l’idea di questo racconto?
“Facciamo che eravamo” è un libro molto particolare e uno dei racconti a cui tengo di più. Il tema che affronta in modo lieve e delicato è quello della vecchiaia e della malattia: il bambino protagonista, tra perplessità, tenerezze, interrogativi e paure, deve affrontare la malattia del nonno, che solo alla fine si scopre essere l’Alzheimer. Il titolo del libro riprende il gioco che fanno i due personaggi e a cui tutti i bambini giocano: “Facciamo che eravamo…cavalieri, pirati, cuochi ect.”. Inizialmente è il nonno a proporre il gioco al bimbo, sarà poi il protagonista, ormai ragazzino e consapevole della malattia del nonno,  a proporgli “Facciamo che eravamo…nonno e nipote” nei momenti in cui lui non lo riconosce più. Questa affettuosa intuizione gli permette di non lasciar svanire il legame che li lega, riportando il nonno alla realtà attraverso il gioco che un tempo invece li trasportava nel mondo fantastico.
Il racconto è nato vari anni fa ed era stato pubblicato dalle Edizioni San Paolo nella collana “Parole per dirlo” che raccoglieva narrazioni su tematiche delicate. Quella che presento a Parma è una riedizione accompagnata dalle bellissime illustrazioni di Desideria Giucciardini.

La storia è raccontata dal punto di vista di un bambino. Cosa sanno vedere e percepire i bambini in più degli adulti?
Per quanto mi riguarda adotto il punto di vista dei bambini quando affronto temi difficili e realistici. Questo mi permette di non scadere nella retorica e di favorire l’immedesimazione dei piccoli lettori. Non è però una scelta facile: bisogna sapersi porre nell’ottica dei bambini, tornare all’innocenza e alla capacità di stupirsi che caratterizzano il loro sguardo. La capacità di incantarsi di fronte alle cose e di vederle con occhi vergini è l’aspetto che più mi affascina del loro mondo e che uno scrittore per ragazzi deve continuare a coltivare e mantenere.

Quale messaggio ha voluto trasmettere con questo racconto?
“Facciamo che eravamo” è un racconto senza tempo e senza età. Tratta un tema oggi molto forte e sentito, visto l’allungarsi della vita. Centrale in questa storia è il legame profondo tra nonno e nipote, il passaggio di testimone che avviene tra i due, l’inversione dei ruoli che fa crescere il bambino e che lo porta a prendersi cura del nonno. L’importanza che ha questo tema per i bambini me lo confermano loro stessi durante gli incontri e le letture che faccio: è un racconto che li commuove e li tocca in profondità.

Qual è secondo lei l’importanza della lettura per i bambini di oggi?
La lettura è fondamentale perché, a differenza della tv e degli altri media, su cui sempre più si forma la base cognitiva dei bambini di oggi, lascia libero spazio all’immaginazione e sviluppa la creatività. Un valore aggiunto è rappresentato inoltre dalla lettura ad alta voce: nell’ascolto, anche del bimbo molto piccolo, c’è un passaggio di affettività tra lui e l’adulto che legge. È un’esperienza affascinante per entrambi e che fa sì che il bambino impari ad amare i libri e si affezioni a essi.

A dicembre sarà di nuovo a Parma per due letture animate di altri suoi libri. Di che racconti si tratta e dove e quando andranno in scena questi spettacoli?
Il 13 dicembre sarò a Parma con lo spettacolo “Favolose principesse”, tratto dalla raccolta di racconti “Principesse favolose”. Si tratta di un evento privato organizzato dalla casa farmaceutica GlaxoSmithKline per i figli dei propri dipendenti.
Il 16 dicembre invece metterò in scena lo spettacolo “La luna di Luca”, per la rassegna “Racconti di Natale” organizzata dal Comune di Parma. La rappresentazione, accompagnata dalle musiche di Anna Palumbo, si basa sull’omonimo libro, edito da Coccole Books, che tratta il tema della nascita. L’appuntamento è alle ore 17.30 presso la Galleria San Ludovico.

Ha già un nuovo libro o progetto in cantiere?
Sto lavorando a vari progetti. Tra questi mi sto cimentando per la prima volta nella scrittura di un fantasy filosofico, come “La bussola d’oro” per intenderci, sul tema del destino e del libero arbitrio. Inoltre sto scrivendo insieme al mio compagno Sebastiano Ruiz Mignone un libro ambientato nella Parigi occupata da nazisti durante la II Guerra Mondiale.

Sabato 25 novembre alle 16.30 Silvia Roncaglia, sarà ospite della Libreria Piccoli Labirinti di Parma. L’autrice presenterà il suo ultimo albo “Facciamo che eravamo“, illustrato da Desideria Giucciardini ed edito dalle Edizioni Gruppo Abele.

Per maggiori informazioni sulle pubblicazioni dell’autrice e sui suoi progetti: www.silviaroncaglia.it

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